Quando si considera la formula del tempo nei parametri di tutto ciò che concerne l’essere creativo, sia da artista, inventore, dispensatore d’idee, d’immagini, di sentimenti, di linguaggi, essa scade d’importanza poiché rientra nella forma dilatata dello spazio atemporale assumendo il comportamento propulsivo e palpitante dell’energia costituente la natura originaria dell’universo.
In pectore, Edoardo Puglisi serba il tempo a venire come esito del flusso inespresso e soffocato dalle pressioni sociali e convenzionali dov’egli n’è sempre stato partecipe per proiezione e sperimentazione, mai per convinzione e scelta. Equilibrista nell’agonia di un iter coatto non destituito da eruzioni inventive di spicco...